Esprimi un desiderio

Dopo il primo esperimento laboratoriale di *Desideri in Divenire*, galvanizzate dalla sua riuscita e motivate dalla fruttuosa integrazione tra i nostri approcci (fotografia terapeutica e scrittura creativa), abbiamo pensato che fosse il caso di continuare.

Abbiamo così immaginato un percorso di ricerca autobiografico-erotica a più tappe: un accompagnamento nell’esplorazione e autoanalisi del nostro Io profondo e di quello più sociale, in cui continuiamo ad usare gli strumenti della creatività e dell’analisi psicologica facendoli dialogare e alimentando l’una attraverso l’altra (e viceversa).

Consideriamo *Esprimi un Desiderio* il passo immediatamente successivo, rispetto alla proposta di indagine di *Desideri in Divenire*: una volta aperto il fronte di ricerca sul Sé desiderante, affiniamo gli strumenti per farlo parlare.

Proveremo a far luce sulla dinamica della proiezione, sulla sua natura di inganno (quando è inconsapevole e vissuta passivamente) o di risorsa, quando ne comprendiamo la meccanica.

Non promettiamo il miracolo di una felicità che venga da fuori, in forma di principe o principessa azzurra – anzi lavoriamo a decostruire l’idea che la soluzione sia fuori da noi stesse.

>> Si tratterebbe […] di diventare capaci di dare e ricevere, di essere passivi e attivi, di avere un’intenzione che resti in ascolto delle interazioni, ossia di trovare una nuova economia dell’essere che non sia quella del dominio né quella della schiavitù, ma piuttosto quella dello scambio culturale: di parole, di gesti ecc.. Dunque uno scambio capace di produrre comunicazione, o anche una comunione […] <<
(L. Irigaray)

Cos’è che abbiamo bisogno di rivelare, nel costruire una relazione sesso-affettiva? Cosa abbiamo bisogno di sentirci dire? Cercheremo di capire insieme se e quanto siamo capaci di esprimerci e quanta elasticità abbiamo nel decifrare le parole e i segni che ci arrivano dall’esterno. Come sempre ci metteremo alla prova, con il proposito di imparare, attraverso il confronto con il nostro inconscio e quello con le altre.

>> La differenza tra le persone capaci di provare fiducia e quelle che non lo sono risulta evidente da come esse percepiscono e sperimentano l’ambito delle possibilità, poiché l’ambito della libertà è molto ampliato per chi è sicuro (cioè ha fiducia e anche fede) rispetto a chi è diffidente e sfiduciato.
L’individuo diffidente e sfiduciato si sente sempre in pericolo, sempre minacciato, solo, impaurito e isolato. <<
(I.S. Kenneth)

Per lavorare all’ampliamento dell’ambito delle possibilità continuiamo a scegliere il confronto con il piccolo gruppo, un formato che si ispira all’autocoscienza femminista, ma che potenziamo attraverso una mediazione psicoterapeutica sempre stemperata dall’ironia.

Disimpariamo una delle categorie fondanti della femminilità patriarcale, la competizione.

Nella cooperazione ci ritroviamo, conosciamo i nostri limiti confrontandoli con quelli delle altre, impariamo altri approcci e altre modalità espressive, ampliamo i limiti della comprensione.

Ci regaliamo parole per dire, in un sistema di scambio dove l’empatia può diventare sintonia e dove capiamo meglio il senso di alcune inibizioni ed elaboriamo strategie per superarle, se capiamo che è il momento di farlo.

Perché osiamo pensare che nell’ambito collettivo che costruiamo con criterio, la debolezza si divida e la forza si moltiplichi.

ATTENZIONE —> Possono partecipare solo le donne che hanno già frequentato il primo laboratorio *Desideri in Divenire – Laboratorio di autobiografia erotica* nelle precedenti edizioni!

Il numero massimo di iscritte è 8.

Il laboratorio si svolge in una sola giornata dalle 10 alle 19 circa.

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Photo © Silvia Shah Potenza